Pietro Piller Cottrer in esclusiva: la mia nuova vita

piller da suo sito

Foto: http://www.pietropiller.com

Il suo palmarès parla da solo: coppetta lunghe distanze nel 2009, oro Mondiale nel 2005 nella 15 km TL, oro in staffetta alle Olimpiadi del 2006 (e argento a Vancouver 2002), argento nella 15 km ai Giochi 2002, bronzo nell’inseguimento a Torino 2006, due bronzi mondiali (staffetta nel 1997 e inseguimento nel 2007), 36 podi in Coppa del Mondo, tra cui la vittoria nella 50 km TL di Oslo, primo italiano a vincere l’Holmenkollen.

Stiamo ovviamente riferendoci all’immenso Pietro Piller Cottrer che in occasione dei Mondiali della Val di Fiemme, il 27 febbraio ha indetto una conferenza stampa per comunicare il suo addio alle gare.

Un pezzo di strada si conclude con tanta soddisfazione e la consapevolezza di aver sempre offerto un volto pulito dello sport ai tanti che l’hanno ammirato e continuano a farlo. Abbiamo posto qualche breve domanda a Piller per capire intenzioni e aspettative.

Cosa si prospetta adesso per Pietro?
Sinceramente ancora non lo so. In questi anni ho cerato di crearmi molte opportunità per il dopo-gare. Spero a breve di sapere…cosa farò da grande 🙂

Mondiali della Val di Fiemme: con quali sentimenti eri al parterre e poi in conferenza stampa? Avevi immagino sognato mille volte di essere al via…
In Val di Fiemme speravo di essere dall’altra parte della staccionata, ma proprio causa di una staccionata nella vicina Val di Fassa si sono infranti i miei progetti agonistici. La conferenza stampa non l’avevo preparata nella mia testa e sinceramente non pensavo mi sarei commosso, però anche questo è un lato dello sportivo.

Noi conosciamo le vittorie, i podi, le medaglie, ma non i sentimenti di un atleta. Anni di sacrifici, lontano da casa. C’è un momento, un’emozione, una sensazione, che non necessariamente deve coincidere con un grande risultato per cui è valso la pena fare tutto quanto?
Al di là delle medaglie delle vittorie e dei podi e chissà quanto altro credo, cose tutte tangibili, che l’emozione che ho sempre letto negli occhi dei tanti miei tifosi sia la cosa che mi porterò sempre dentro di me.

Chi ti ha dato la forza e il maggior supporto per questa tua lunga carriera?
Non è difficile dire che senza il sostegno dei miei genitori all’inizio, di mia moglie, dei miei bambini e di tutta la mia famiglia non so se ce l’avrei fatta per così tanto tempo.

Giulia Favero

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